Circosità – Dalla corda al tessuto: una storia sospesa nell’aria

Circosità – Dalla corda al tessuto: una storia sospesa nell’aria

Già nell’Ottocento la corda verticale, o corda liscia, faceva parte degli spettacoli circensi. Gli acrobati salivano utilizzando la forza delle braccia e, sospesi a diversi metri da terra, eseguivano figure, rotazioni, posizioni statiche e discese.

La corda, inizialmente legata anche alla ginnastica e all’allenamento fisico, diventò così un vero e proprio attrezzo di spettacolo. Nella seconda metà dell’Ottocento furono soprattutto alcune artiste a renderla protagonista della pista, trasformando la semplice salita in una disciplina aerea sempre più spettacolare.

Per più di un secolo la ricerca continuò: nuovi modi di salire, avvolgersi, sospendersi e lasciarsi cadere, mentre corde, trapezi, anelli e altri attrezzi conquistavano lo spazio sopra la pista.

Poi, negli anni Novanta, avviene una trasformazione sorprendente.

Al posto della corda compare un materiale diverso: il tessuto.

Più largo, morbido ed elastico, permette al corpo di avvolgersi, nascondersi, aprirsi e cadere creando movimenti completamente nuovi. La tecnica conserva molti legami con quella della corda verticale, ma cambia il linguaggio: alla forza e alla sospensione si aggiungono fluidità, forme e movimento del tessuto stesso.

Un ruolo importante nello sviluppo del tessuto aereo moderno viene attribuito a Gérard Fasoli, acrobata e formatore francese. Una sua allieva, Isabelle Vaudelle, contribuì a portare questa nuova disciplina sulla scena internazionale e nel 1995 conquistò la medaglia d’argento al Festival Mondial du Cirque de Demain con un numero che univa contorsione e lavoro aereo al tessuto.

Poco dopo il tessuto aereo entrò anche nelle grandi produzioni del circo contemporaneo e cominciò a diffondersi sempre di più, fino a diventare uno degli attrezzi aerei più conosciuti e amati di oggi.

Eppure, guardando un’acrobata arrampicarsi sul tessuto, avvolgersi, sospendersi e lasciarsi scivolare verso il basso, possiamo ancora riconoscere qualcosa di quei primi artisti che, più di centocinquant’anni fa, lasciavano il suolo affidandosi a una semplice corda.

Cambiano i materiali, cambiano le forme e i movimenti.
Rimane lo stesso desiderio: lasciare per un momento il suolo e giocare nell’aria.

Circosità – piccole storie, curiosità e meraviglie dal mondo del circo.